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Istituti di vigilanza e sicurezza urbana: D.L 14/2017

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Istituti di vigilanza e sicurezza urbana: D.L 14/2017
12 settembre 2017

Mai come quest’anno il tema della sicurezza urbana ha assunto una centralità così notevole, tanto negli apparati di governo quanto nell’opinione pubblica nazionale. L’esigenza di sicurezza e una migliore vivibilità delle nostre città ha portato all’adozione di alcuni provvedimenti di carattere normativo, in parte legati alla norma UNI 10891, miranti a garantire una maggiore tutela del territorio.

 

Provvedimenti che costituiscono il corpus del D.L. 14/2017 (convertito in L. 48/2017), ovvero la legge in materia di sicurezza delle città, conosciuta anche come D.L. Minniti, contenente disposizioni che disciplinano le funzioni della polizia amministrativa locale con la finalità di promuovere un sistema integrato di sicurezza. Il testo della legge, infatti, annovera importanti misure atte ad ampliare soprattutto il potere dei sindaci, ai quali viene riconosciuta la facoltà di emettere ordinanze urgenti al fine di superare situazioni di degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio, nonché tutelare la tranquillità dei residenti.

 

Importanti anche le misure che riguardano la polizia locale, che si vede riconoscere l’equo indennizzo e il turn over, e per la polizia, che riottiene l’arresto in flagranza differita estesa non solo alle violenze allo stadio ma anche alle manifestazioni di piazza. I comuni, inoltre, possono assumere nuovo personale di polizia municipale in sostituzione di quello cessato dal servizio attingendo dalle risorse di finanza pubblica.

 

Da sottolineare, infine, le misure atte a favorire la diffusione di telecamere di sorveglianza innovative con finanziamenti ai comuni e benefici fiscali (in termini di Imu e Tasi) per chi si fa carico dell’investimento, ossia imprese, amministratori condominiali, associazioni di categoria, consorzi e comitati di imprese, professionisti e residenti. Come anticipato, la misura non riguarda i tradizionali sistemi di sorveglianza, ma solo quelli dotati di software di analisi video per il montaggio attivo con invio di allarmi automatici a centrali delle forze dell’ordine o di istituti di vigilanza convenzionati.

 

E proprio quest’ultimo è un punto molto importante, perché dal progetto di sistema integrato di sicurezza sono da escludere quegli istituti che risultano essere inottemperanti agli obblighi di certificazione previsti dalle normative vigenti, contrariamente a quelli che hanno seguito regolare iter per il conseguimento della certificazione istituti di vigilanza.